Con un bianco fiore

Nessuna vittoria è irreversibile. Dopo aver vinto possiamo anche perdere, se viene meno la nostra vigilanza su quel che vive il Paese, su quel che c’è nelle istituzioni.”

Le donne ebbero diritto di voto -era la prima volta in Italia- per l’Assemblea Costituente. E 21 di loro (su 556) furono coloro che vi parteciparono. Ma bisognerà aspettare 30 anni (1976) perché ci fosse una donna-ministro. Con un bianco fiore ripercorre, col supporto di due musicisti, l’opera dell’unico/a cittadino della nostra Repubblica ad avere avuto un francobollo in vita. Che Tina Anselmi ha meritato per una vita coerente, da quando era staffetta partigiana a quando diresse la Commissione d’inchiesta sulla loggia P2, senza dimenticare le sorelle meno note ma anzi lavorando intensamente per far loro ottenere pari opportunità.

Ed è proprio una pubblicazione del 2005 di quel Ministero (mentre a capo del governo c’era la tessera n. 1816 della P2) che ci illumina su quanto combatté i poteri forti in vita.

Nel libro Italiane così veniva descritta: «Moralismo giacobino, istinto punitivo… I 120 volumi degli atti della Commissione, che stroncò Licio Gelli e i suoi amici, gli interminabili fogli dell’Anselmi’s list, infatti, cacciavano streghe e acchiappavano fantasmi». E ancora: «Improbabile guerriera. Furbizia contadina». Dopo tanti anni il suo esempio reclama vendetta.

Ma se consideriamo che dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (1978), da lei fortemente voluto, ad oggi l’età media degli italiani è aumentata di 10 anni, di questi minuti di spettacolo qualcuno lo dobbiamo anche a lei. E anche chi scrisse quelle parole ne usufruisce. E Tina ne sarebbe felice.

Adatto per la Festa Internazionale della Donna/25 aprile/2 giugno

Portfolio