Per non dimenticare

In questi giorni è tornato al centro dell’attenzione pubblica l’antisemitismo. 6 milioni di ebrei morti nei campi di concentramento non dovrebbero essere oggetto di minuscole diatribe politiche ma questa è la realtà italiana nel 2019. Però le vittime del genocidio nazista furono ancora di più. E per adempiere completamente al suo ruolo, il Giorno della Memoria dovrebbe far conoscere anche tragedie meno note, popoli proporzionalmente sterminati allo stesso modo di cui, colpevolmente, pochi parlano. Perché? Per ricordare anche loro è nato “Dimenticati”, reso possibile dalla collaborazione con musicisti di provata esperienza coi suoni balcanici che si alterneranno/sovrapporranno alle letture da noi selezionate. E l’effetto sarà ancor più forte perché il pubblico scoprirà solo in un secondo momento chi sono i protagonisti di queste storie.

Tra le vittime della II guerra mondiale ci sono anche gli infoibati e gli esuli giuliano-dalmati. Ma l’articolo di legge che istituì a marzo 2004 “Il Giorno del ricordo” inserì nella celebrazione anche lo studio delle vicende del confine orientale perché si potessero trarre degli insegnamenti per il futuro. Ed è con questa prospettiva, e dopo studi approfonditi supportati dalla Relazione della Commissione storico-culturale italo-slovena che nel 2012 abbiamo prodotto “Il Cerchio – nessuno è innocente“, una mise-en-espace con musica dal vivo che accompagna il pubblico (anche delle scuole a cui forniamo a tal scopo una sintetica cronologia) dal 1941 all’aprile 2003.