Educazione civica Live

Nel 1958 fu Aldo Moro ad introdurre il suo studio nelle scuole secondarie, convinto che una crescita economica basata solo sul denaro, senza interessarsi del bene comune, sarebbe stata priva di radici. Aveva ragione. Come lo avevano coloro che negli anni ’90 alzarono l’obbligo formativo a 10 anni. Ma non è bastato visto che oggi l’Italia è lo stato occidentale col più alto tasso di analfabetismo funzionale (47% tra i 16 e i 65 anni secondo lo Human Development Report del 2009) e le ricadute sono evidenti. Le fake-news sui social network, per esempio, trovano bacino di diffusione tra i soggetti meno qualificati e dunque con più difficoltà lavorative che, proprio per difetti di comprensione delle dinamiche politiche e sociali, sfogano in questo modo le loro frustrazioni.

Non saremo certamente noi a risolvere un problema epocale in poco più di un’ora. Ma dimostrare che si può essere amati e autorevoli anche senza avere pubblicato foto in costume e che l’uso corretto del congiuntivo non porterà  necessariamente ad una vita triste e solitaria, ci è sembrato un buon punto di partenza per ragionamenti che possono sviluppare gli insegnanti a fianco delle famiglie (che, ricordiamoci, sono parte della suddetta statistica).

W la squola“, oltre ad essere un omaggio al neo rappresentante dell’Italia all’UNESCO, vuole suscitare curiosità negli studenti (a cui è rivolto). Perché se studiare è faticoso, farlo, per trovare un lavoro che non si sa se poi ci sarà , può essere frustrante. Non è più semplice fare l’influencer? Ma se ti racconto che quell’attrice super-sexy è anche un’ingegnere che ha brevettato un sistema di criptazione per il wi-fi, che l’uomo più ricco d’Italia, partendo da un orfanotrofio, ha trovato la sua strada all’Accademia di Brera, che.. insomma buoni esempi da vedere e ascoltare (c’è anche musica live). E tra coloro che ci seguiranno magari qualcuno/a si sentirà meno solo/a e troverà  il coraggio di difendere le proprie scelte.

Una delle prime decisioni che devono prendere i nuovi uomini e donne è se andare a votare. Quanti di loro conoscono le tragiche vicende che hanno portato a questo diritto (esteso per la prima volta alle donne nel 1948)? E quanti se lo vorrebbero sentire spiegare da 2 tizi + un chitarrista che non conoscono? “Pochi” è la riposta ad entrambi i quesiti. Ma tutte le (tante) volte che abbiamo proposto “La Costituzione raccontata ai ragazzi“, durante l’orario di lezione o in contesti quali la celebrazione della cittadinanza dei neo 18enni, abbiamo ricevuto risposte entusiastiche/impreviste/memorabili/ (aggiungete voi aggettivi). Il merito è principalmente loro, noi ci mettiamo solo un lavoro sulla comunicazione per farli partecipare attivamente che comprende linguaggi a loro prossimi quali il rap e le video-proiezioni. E funziona.

Tra i Costituenti, l’uomo la cui popolarità è giunta fino a noi (al punto da essere citato a sproposto in alcuni meme!) è sicuramente Sandro Pertini. Magari per aspetti marginali quali la sua partecipazione alla Finale del Campionato del mondo dell’82. Ma era molto di più: presente sui campi di battaglia della prima guerra mondiale, in carcere e al confino durante la seconda, presidente della Camera e poi della Repubblica, e per molti anni ancora nella vita degli italiani. Dal 2015 portiamo in giro per il nord-centro Italia Con la cravatta rossa (in 2 versioni diverse – per le scuole o per il pubblico più adulto) perché è necessario che anche le nuove generazioni lo conoscano. Ed è un piacere per quelle precedenti ricordarlo. E cantare le canzoni che suoniamo dal vivo non è reato.