Donne e figli

Hey tr**a! vieni in camera con la tua amica po**a
quale? quella dell’altra volta
faccio paura, sono di spiaggia
vi faccio una doccia, pinacolada
bevila se sei veramente grezza, sputala
poi leccala leccala
‘ste pu****e da backstage sono luride
che simpaticone! vogliono un ca**o che non ride
sono scorcia-tr**e
siete facili, vi finisco subito
“Mi piaci, gioco hard” dubito
di te tipa, che vieni a casa mia con la tua amica
se non è una quinta ammicca

Se una mamma 39enne muore per aver portato la figlia 11enne ad ascoltare testi come questo, la consapevolezza del ruolo delle donne nella nostra società ha bisogno di ancora molto lavoro. Non è questione di moralismo: l’arte può e deve oltrepassare i limiti (“Colpa d’Alfredo” ricorda qualcosa?). Ma di esempi positivi a cui potersi ispirare e di qualità artistica che bisogna saper riconoscere.

Alcune di questi modelli si possono trovare ne “Le donne che hanno fatto l’Italia. Sulla scena la Regina Teodolinda e la Regina Margherita, (“prime” regine d’Italia), la passionale pittrice Artemisia Gentileschi, la top manager Marisa Bellisario, ma anche ragazze a cui non è dedicata nessuna via. Il tutto accompagnato da musiche e canzoni. Citando le parole di Cristina di Belgioioso: “Che le donne felici e stimate del futuro rivolgano i pensieri al dolore e all’umiliazione di quelle che le hanno precedute nella vita e ricordino con un po’ di gratitudine i nomi di quante hanno aperto e preparato la strada alla loro mai gustata prima e forse sognata felicità”.

Tra le milioni di donne a cui potevamo dedicare uno spettacolo noi abbiamo scelto una minorenne che entrava a far parte delle Resistenza, finita la guerra entrava in Parlamento, combatteva la più pericolosa associazione segreta degli ultimi 50 anni rischiando la vita, riformava il Sistema sanitario, cambiava insomma il corso della nostra Storia. “Con un bianco fiore” però non si limita a celebrare la vita di Tina Anselmi (anche se i tempi lo richiedono, che sia 8 marzo, 25 aprile, 2 giugno o qualsiasi altro giorno) ma prova a farlo in maniera pop con musica dal vivo e musicisti di rango nazionale. 4 interpreti in scena, rigorosamente in egual numero tra uomini e donne (come a lei, crediamo, sarebbe piaciuto).

E i figli? Sicuramente si divertirebbero a partecipare ai 2 già citati spettacoli ma possono essere assoluti protagonisti di “ABC della cucina“, il nostro (ormai) storico spettacolo di Carnevale in collaborazione con gli Equivochi . Perché se una delle professioni più ammirate è quella di cuoco, perché non imparare subito a maneggiare gli strumenti del mestiere a scuola da Arlecchino, Brighella e Colombina? Purché a fine spettacolo nessuno dia il voto (ai nostri maestri!).

Anno nuovo, spettacoli un po’ nuovi un po’ no. Come noi da 14 anni: sempre gli stessi ma un po’ cambiati (speriamo in meglio).